INFORMAZIONE, SPETTACOLO SIRINGHE: “I GIORNI DELLA NEPENTE”

La bellissima copertina de I giorni della nepente

I giorni della nepente (Effequ) è il romanzo d’esordio del perugino Matteo Pascoletti. Carico di temi degni di approfondimento, credo meriti specificare, fin dall’inizio, un dato non banale: si tratta di un libro che merita di essere letto. Un romanzo che fin dal sottotitolo (una storia tossica) lascia presagire l’oggetto della narrazione: eppure l’eroina – e la disintossicazione, la follia, la morte – occupano solo una parte dell’opera di Pascoletti. Perché I giorni della nepente è innanzi tutto un romanzo sul sistema dei media, e in particolare sui media dove l’informazione si mischia allo spettacolo, in cui la tragedia è intrattenimento e mai catarsi. Ed è anche un romanzo sul giudizio umano, sulla responsabilità, sul potere e sull’impotenza.

La trama prende le mosse da un avvenimento di cronaca: un giovane tossico nel tentativo di derubare un’anziana signora finisce con l’ucciderla; il figlio della donna, colto da un raptus (così lo definirebbero i giornali) insegue l’assassino e lo massacra in pieno giorno. Questa vicenda è però sviscerata da Pascoletti attraverso tutti i personaggi, da ogni punto di vista: l’autore va oltre al fatto e indaga le ragioni, quelle più intime, senza tentare assoluzioni o condanne facili, ma portando il dramma a detonare sul finale.

Non ci si faccia illudere dall’etichetta dell’esordiente: I giorni della nepente è un romanzo complesso e maturo, che sa trascinare il lettore col pretesto della cronaca e dell’indagine, ma che colpisce pagina dopo pagina per la profondità con cui ogni singolo gesto dei personaggi sa essere spiegato. Forse sta anche qua l’unico limite del libro: voler dire più di quanto possa essere detto, non lasciare niente di sospeso nonostante l’impossibilità di dire tutto. Ma il lavoro di Pascoletti, anche qua, è chiaro. La realtà è complessa, banalizzarla è di per sé un torto.

Ed è da qui che credo sia giusto dar cenno dell’altro tema forte del libro: la giustizia e la verità. I giorni della Nepente è un romanzo in cui quasi tutti sono vittime. In cui il seme del male ha fatto germogliare fiori e frutti nel cuore di ognuno, in cui l’indagine di un giornalista, il profetare di un pazzo o le confessioni di un sacerdote sono appunti soffocati in una vicenda umana senza (?) via di fuga. Leggetelo. Perché è un libro potentissimo nel suo esplicitare il dolore, in cui la narrazione non cede, ed è un’opera che porterà il lettore, a pagina 200, a chiudere il romanzo ma non il giudizio.

I giorni della nepente sarà presentato giovedì 11 giugno presso la libreria Ibs di Firenze, con me e Gabriele Merlini. Per l’occasione Riot Van tenterà una diretta Persicope dall’account @RedazioneRv

Sul numero #15 di Riot Van “Letture Terminali” è stato a pagina 24 il racconto di Pascoletti “Il ponte dei cani suicidi.